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[justify]2021

ENG - A project for the enhancement and analysis of the territory of the Cilento, Vallo di Diano and Alburni National Park, in collaboration with the students of the ISIAU MA in Photography: 28 students, 22 projects on display, 1 exhibition in the historic center, 2 residences , 2 workshops, 3 video installations, over 500 photographs exhibited, 1 digitization project in progress.
Curated by Alessandro Coco and Alessandro Imbriaco, artistic coordination and project supervision Paola Binante and Luca Capuano. In collaboration with the Municipality of Atena Lucana, ISIAU and Schifa_Lab.

ITA - Un progetto di valorizzazione e analisi del territorio del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, in collaborazione con le studentesse e gli studenti del Biennio Specialistico in Fotografia ISIAU: 28 studenti, 22 progetti esposti, 1 mostra nel centro storico, 2 residenze, 2 workshops, 3 installazioni video, oltre 500 fotografie esposte, 1 progetto di digitalizzazione in corso.
A cura di Alessandro Coco e Alessandro Imbriaco, coordinamento Artistico e supervisione progetti Paola Binante e Luca Capuano. In collaborazione con Comune di Atena Lucana, ISIAU e Schifa_Lab.

Nella primavera del 2021 c’è stato l’incontro di due comunità: quella dei residenti di Atena Lucana e quella degli studenti dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino. L’obiettivo dell’incontro era condividere un progetto di lettura creativa del patrimonio demoetnoantropologico, ambientale e storico del paese. Archivio Atena fa seguito a un progetto che abbiamo realizzato due anni fa sull’altro versante degli Alburni, Archivio Bellosguardo, col quale avevamo sperimentato un metodo di lavoro da esportare in altri luoghi per strutturare archivi fotografici vernacolari in parallelo a un sistema di residenze artistiche in grado di curare questi archivi e di arricchirli tramite la produzione di nuove campagne fotografiche. I lavori qui esposti sono frutto di una residenza che si è svolta sul territorio di Atena nel mese di giugno e preparata durante tutto il 2021 attraverso due corsi e un workshop con gli studenti del 1° e 2° anno del corso specialistico in fotografia dell’ISIA U. I ventotto autori\studenti hanno maturato il proprio progetto di ricerca in relazione con la comunità di Atena; per ciascuno di loro è stata fondamentale la costruzione di un rapporto diretto con gli atenesi, non solo per conoscere e capire meglio quali elementi portare all’interno della propria indagine visiva, ma anche per poterla realizzare fattivamente. Elementi antropologici, tradizioni orali, storia locale, patrimonio museale, artigianato sono solo alcuni degli ingredienti che si possono rintracciare nelle ventidue opere esposte, molte realizzate attraverso la partecipazione diretta della comunità locale. Al contempo, lo sguardo curioso e a tratti stupito dei giovani creativi ha dato modo alla comunità di guardarsi e riconoscersi: tradizioni, abitudini, composizione sociale sono tutti elementi che sono entrati nelle ricerche degli autori; uno sguardo al paesaggio e al tessuto urbano non addomesticato dalla retorica del bel borgo fornisce nuovi strumenti di visione, critica e analisi del territorio. Il progetto espositivo ha due nuclei principali: un museo temporaneo e una mostra open air all’interno del centro storico. Il museo temporaneo vede coinvolto un edificio riconosciuto dall’amministrazione locale come bene comune, la Schifa. I tre piani di cui è composta la struttura sono stati allestiti esponendo i progetti autoriali secondo principi di organizzazione dello spazio e delle opere in accordo con le modalità tipiche di una mostra collettiva, ovvero isolando ogni singolo progetto ma proponendo una visione ampia e complessiva dei risultati della residenza. Oltre alle opere fotografiche, nella mostra, trovano spazio anche una serie di materiali che restituiscono i processi e le metodologie impiegate nella ricerca. Per le strade del centro storico, invece, l’allestimento è realizzato attraverso delle forme più scenografiche che cercano una relazione con l’abitato del paese. Il percorso si sviluppa lungo uno degli anelli che compongono la viabilità pedonale dell’insediamento storico. Oltre a delle installazioni site-specific firmate dagli autori in residenza, sono esposti una serie di teli di grande e grandissimo formato frutto del lavoro di digitalizzazione fatto sui fondi fotografici privati fin qui acquisiti. Come è accaduto a Bellosguardo, infatti, anche nel comune di AtenaLucana è in corso di realizzazione una campagna di valorizzazione e conservazione dei fondi fotografici delle famiglie del paese che si basa sulla scansione, la descrizione e l’inventariazione delle fotografie private conservate negli album di famiglia del paese. Archivio Atena è quindi il secondo progetto nato all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni che, attraverso la sperimentazione di una serie di pratiche artistiche e di digitalizzazione del patrimonio fotografico vernacolare, genera relazioni, confronto, valorizzazione e promozione del territorio. Rispetto all’esperienza precedente, Archivio Atena sviluppa e focalizza le proprie attività sulla formazione; dopo la collaborazione con l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione – per l’elaborazione e la messa a punto di un sistema di digitalizzazione e descrizione delle fotografie all’interno di una pratica standardizzata e riconosciuta in ambito scientifico – sviluppa una nuova collaborazione con ISIA U in un’ottica di sperimentazione di un modulo didattico che porti gli studenti dell’Istituto a confrontarsi direttamente con il territorio del Parco Nazionale.

Alessandro Coco
Alessandro Imbriaco


Il progetto “Archivio Atena” nasce dall’idea di una formazione trasversale e multidisciplinare che ha permesso ai partecipanti una lettura delle tematiche fotografiche attraverso molteplici metodologie di approccio. Al termine di questa esperienza s’impone una riflessione sull’offerta formativa e didattica sia in rapporto alle mutazioni tecnologiche sia agli studi sulla fotografia come oggetto teorico e pratica sociale. E’ indubbia l’importanza dei progetti sulle trasformazioni del paesaggio legati a rapporti di committenza pubblica che in parte hanno caratterizzato la cultura italiana negli anni Ottanta e Novanta, il lavoro su Atena rappresenta però una diversa situazione. Si tratta di un progetto condotto sul territorio nella sua ampiezza di temi e di scala. Il tema stesso ‘territorio’ condensa significati complessi. I giovani protagonisti di questa indagine hanno interpretato, seppure con una pluralità di approcci e linguaggi, il tema del territorio nelle sue diverse forme. Gli studenti del Biennio specialistico di Fotografia sono ben consapevoli dell’ambiguità e delle difficoltà di trascrivere con il medium fotografico il paesaggio antropomorfo. Per tutti è stata un’occasione per confrontarsi con la storia e la memoria culturale. Il progetto realizzato ad Atena nasce da una committenza che possiamo definire pubblica, quindi una finalità programmata che, attraverso una metodologia sperimentale, si è espressa in un approccio didattico nuovo per i suoi partecipanti. Lo stare insieme a una comunità, lavorare con gli abitanti del territorio ha permesso una collegialità d’intenti e di punti di vista differenti, questo ha permesso di mettere a fuoco le trasformazioni dell’ambiente indagato, le problematiche connesse alla qualità dell’ambiente paesaggistico e dei luoghi dell’abitare, del lavoro e della solitudine, rintracciare le tracce della memoria del luogo. Un punto di vista sul territorio che disconosce la concezione estetizzante e mette al centro del progetto la consapevolezza del luogo come bene culturale, come valore storico e antropologico. È importante evidenziare il ruolo che ha avuto per i giovani autori dell’ISIA l’interazione tra la ricerca e la produzione dei progetti. In molti casi la ricerca stessa ha conciso con l’opera finale, con il corpus stesso del progetto. Trascrivere la ricerca in progetto è un’esperienza importante per la formazione dei futuri autori, comporta il confronto con mezzi differenti e con complesse pratiche di fruizione. Trasmettere il senso di una ricerca implica di individuare un articolato sistema di comunicazione che comprende elementi grafici e verbo-visuali. È un percorso didattico che pone al centro le interazioni tra il vedere e il fare. Offrire la capacità di cogliere il senso del luogo, riconoscere il genius loci, distinguere la specificità del paesaggio che sopravvive all’abbandono di coloro che l’hanno abitato. Riconoscere le tracce delle esperienze di vita accumulato negli oggetti che conservano memoria delle tante storie, passate e recenti. In continuità con la storia dell’ISIA abbiamo sostenuto una metodologia che stimoli la rielaborazione di un’idea, favorendo la ricerca di una struttura complessa, sia dal punto di vista del racconto sia dal punto di vista dell’approccio critico. La progettualità autoriale dei singoli partecipanti non prescinde dal contributo collettivo a tutte le fasi produttive e alle pratiche di comunicazione e curatela. L’arte può essere considerata un’importante sfera per la creazione di percorsi formativi che si basano su un processo di costruzione della conoscenza e dell’identità e può nascere sia all’interno di un museo che fuori. Il processo di formazione, però, è attivato solo in un’intima e profonda corrispondenza con il fare, con la progettazione e con la teorizzazione dell’approccio euristico. La formazione è un valore sociale, oltre che culturale, e rappresenta uno degli elementi fondamentali per la creazione del proprio percorso personale e professionale.Il progetto “Archivio Atena” realizzato dagli studenti del biennio di Fotografia dell’ISIA di Urbino, si è dimostrato fondamentale per intendere come la formazione sia trasmissione di conoscenza e sapere, ma soprattutto veicolo di esperienza.

Paola Binante
Luca Capuano
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https://www.alessiopellicoro.it/intro-p24444

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